L’Aquila: le parole e i fatti

21 AGO 20
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Pur essendo solidale con lo stato di disagio degli aquilani che scendono inpiazza non ne condivido le motivazioni. A tale riguardo sono rimastosorpreso da un cartello che recitava più o meno così “Vogliamo lo stessotrattamento riservato agli altri terremotati” .Se così fosse , questo pergli aquilani sarebbe una iattura , perché esistono zone dell’avellineseche , a distanza di trenta anni dal sisma, hanno ancora persone che vivononelle roulotte. Per l’Aquila il Governo ha fatto bene all’indomani dellatragedia dal momento che ognuno ha avuto una sistemazione e in nove mesi hanno riavuto l’alloggio ventimila famiglie. Il problema è un altro.Quando si è passati dalla fase dell’emergenza a quella dellaricostruzione la responsabilità è passata dalle autorità centrali aquelle locali e la macchina si è totalmente fermata. La stessa cosa èsuccessa a Napoli col problema dei rifiuti, per cui dopo due annidall’intervento del Governo che aveva tolto i rifiuti dalla strade oggi siriapre il problema. Nessuno si chiede cosa abbiano fatto in questi due annisindaco , presidente di provincia e governatore ma tutti addossano le colpeal governo centrale. In un Paese civile e democratico, lo Stato deverimuovere i vincoli e individuare le soluzioni strategiche, ma chi deverisolvere i problemi e implementare le soluzioni sono comunque le autoritàlocali ,con o senza federalismo . Senza questa emancipazione istituzionalenon si va da nessuna parte.